Les activités

Soirée de rentrée le 9 octobre 2017

Une rencontre festive et chaleureuse… pour permettre au nouveau président et à la nouvelle équipe de se présenter et pour accueillir les adhérent·e·s et étudiant·e·s de cette rentrée 2017 !

Un grand merci à Agnese Migliore du trio Sikania qui a enchanté cette soirée !

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Une autre odyssée

La Società Dante Alighieri de Toulouse propose à ses adhérent·e·s de participer à cette représentation programmée au Théâtre Garonne, en partenariat avec Odyssud, le mardi 23 mai 2017 à 20h

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Crédit photo : Cyrille Guir

 


« Il cielo non è un fondale »

Théâtre Garonne

le 26 avril 2017

Après la représentation, un temps d’échange avec les comédien·ne·s est organisé.

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Crédit photo : Michèle R.

Rencontre avec l’homme et l’auteur Erri de Luca

Théâtre Garonne

le 28 mars 2017

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« La Basilique Saint-Pierre de Rome : Une histoire bimillénaire »
Une conférence de  Philippe Foro

le 22 mars 2017

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« De Toulouse à l’Italie : St-Dominique et St-Thomas d’Aquin »
Une conférence de  Jacques Pierron

le 1er mars 2017


Serata augurale di Buon Anno 2017 e della Befana

Soirée festive du 18 janvier autour d’un buffet italien et traditions en images

Una storia della Befana (testo scritto da Anne D.)

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La parola « epifania » deriva dal greco « epiphaneia » che significa « le manifestazioni della divinità ».
« Befana » è la deformazione dialettale di Epifania, Epifania essendo il nome letterario di questa festa, il nome colto.

Nel corso del tempo, la parola si trasformò e si deformò nei vari dialetti : i toscani chiamarono l’Epifania « Befania », i romani la dissero « Pasque Befania », i pugliesi « Pasque Befani », i calabresi « Bifania » o « Bufania », i bolognesi « Epifagna », e così via…

1-All’epoca romana, già gli antichi Romani celebravano l’inizio dell’anno con feste in onore al dio Giano e alla dea Strenia (Strenna è sinonimo di regalo).Inoltre il popolo romano credeva di vedere volare, sopra i campi appena seminati, la dea Diana con altre figure femminili, per rendere fertili le campagne.A Roma, Diana era la dea della Luna, ma anche della fertilità.In occasione di queste feste, i Romani si scambiavano auguri e doni.La festa era molto attesa dai bambini che ricevevano dolci in forma di bamboline e animaletti.La tradizione si radicò così profondamente nella gente.Più tardi, la Chiesa cristiana dovette tollerarla e adattarla alla sua dottrina.
2-All’epoca del Medioevo cristiano, epoca ricca di racconti e di magie, si dà ancora molta importanza al periodo compreso fra il Natale e il sei gennaio, periodo di dodici notti, in cui la notte dell’Epifania è chiamata « la Dodicesima Notte ».È sempre un periodo delicato e critico per il popolo contadino, pieno di speranza per il raccolto futuro, da cui dipende la sopravvivenza nel nuovo anno.A quella epoca, la dea Diana continuava ad essere venerata come dea della fertilità e della fecondità, nonostante la cristianizzazione.All’inizio, Diana e le sue amiche non avevano nulla di maligno.Ma la Chiesa le condannò in quanto pagane e le dichiarò figlie di Satana..Allora Diana, da buona dea divenne così una divinità infernale che, con le sue cavalcate notturne e le sue amiche, stimolava la fantasia superstiziosa dei popoli contadini.Di qui sono nati i racconti di streghe, dei loro voli e convegni a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno : ormai si spostano su una scopa o un carro streghe e maghe, ma anche le anime dei non battezzati…
3-Alla fine del Medioevo, da tutto questo complesso streganesco, ecco che finalmente, prende il volo sulla scopa una strega di buon cuore, la Befana.Presso gli italiani, muta il suo nome e diventa la Benefica Vecchia del sei gennaio, la Befana che lascia ai bambini dolci…o carbone!Si ritrovano tutti gli elementi della tradizione : la generosità della dea Strenia, lo spirito delle feste dell’antica Roma, i concetti di fertilità e di fecondità della mite Diana, ma anche una punta di crudeltà..Un po’ ovunque in Italia, la Befana viene qualche volta bruciata, come una vera strega!

Non è possibile stabilire con precisione dove sia nato « il fenomeno Befana », diffuso dovunque in Italia.È divenuta una delle feste più importanti e gioiose dell’anno : canti, suoni, balli, fuochi artificiali, cortei, giostre…una baldoria che coinvolge tutte le classi sociali.
Però come è l’aspetto fisico della Befana nell’immaginario collettivo?
È una strega, e come tale è brutta, vecchia, deforme, magra magra, quasi stecchita.I capelli bianchi, arruffati e stopposi incoronano un viso coperto da fuliggine, visto che entra in casa dalla cappa del camino.Gli occhi sono rossi come la brace, il naso è grosso e adunco, la bocca grandissima e sdentata.Indossa abiti poveri e neri : una rozza sottana, un coperto ricamato e uno scialletto sulle spalle.Porta un cappello di strana foggia, spesso a punta.I piedi sono grossi e nodosi, calzati da scarpe grossolane e sempre rotte.Essendo vecchissima, l’età non la si conosce.Si sposta volando su una scopa che la porta dovunque,
attraverso vento e bufera, di tetto in tetto, di casa in casa, portandosi sempre dietro un sacco pieno di doni.E più doni la Befana estrae dal sacco, più ne ritrova!
L’antico dualismo della Befana « buona e cattiva » si ritrova ancor oggi, radicato nell’idea che la Befana porta regali ai bambini buoni, ma cenere e carbone a quelli cattivi…
Oggi la Befana vive più arzilla che mai ed a scuola, i bambini italiani imparano a memoria filastroche, poemi e canzoni dedicati alla Befana.


Soirée de bienvenue aux nouveaux adhérents et diaporama du voyage 2016 en Ombrie

le 7 novembre 2016